Shadows

“Eppure dovrai metterti l'animo in pace, ‐ replicò Woland, e un sorriso beffardo storse la sua bocca. ‐ Non hai fatto in tempo ad apparire sul tetto che hai già detto una sciocchezza, e ti dirò io in che cosa consiste: nel tuo tono. Hai pronunciato le tue parole come se tu non riconoscessi l'esistenza … Leggi tutto Shadows

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Ma voi potreste?

Imbrattai di colpo la carta dei giorni triti, spruzzandovi colore da un bicchiere; su un piatto di gelatina mostrai gli zigomi sghembi dell'oceano. Sulla squama d'un pesce di latta lessi gli inviti di nuove labbra. Ma voi potreste suonare un notturno su un flauto di grondaie?     Vladimir Majakovskij    

I tratti del leader: meglio Raggi oggi che M5S domani?

Un mio articolo sul problematico rapporto pentastellato ra propensione iperdemocratica e fedeltà al partito (o allo Staff).

Pensiero plurimo

Nel “post Pizzarotti”, ossia nel contesto di polemiche suscitate dal sindaco di Parma che si è rifiutato di trasmettere atti giudiziari e informazioni sul proprio conto al non molto trasparente – ma potente – “Staff di Beppe Grillo”, l’intervista de “L’Espresso” a Virginia Raggi del 18 maggio è stata un’occasione importante per mostrare il programma della favorita alle elezioni comunali di Roma; tuttavia, non si è mancato di puntare i riflettori sulla irrisolta criticità del MoVimento riguardante le modalità poco democratiche di gestire il rapporto con i suoi rappresentanti politici e istituzionali.

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Post Vespa: intervistare un mafioso? Puoi, ma nel modo giusto

Pensiero plurimo

Viene chiamato Salvo o Salvatore, ma il cognome è sempre Riina. Per tutti, è Riina Jr.

Le parole attraverso cui ha raccontato del proprio vissuto infantile, descrivendo con nonchalance la normalità di un padre mafioso e latitante, sono state accolte in prima serata durante la puntata di Porta a Porta del 6 aprile. La puntata ha scatenato un polverone mediatico e non solo: della opportunità di questa intervista se n’è parlato nei bar, sulle bacheche di Facebook, tra giovani studenti universitari, fino ai vertici della Rai. Puntata riparatrice o meno, la divisione è stata sull’opportunità o meno di intervistare un mafioso. C’è stato chi ha ritenuto che la mera visibilità abbia assicurato una legittimazione e c’è chi ha sostenuto che sia più che giusto “mostrare” la malavita in televisione.

Infatti se il giornalismo (o quello che prova ad essere tale) si priva della possibilità di mostrare “il male”, cosa resta…

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Le crisi di cui parlate sono quelle [che] sentite

Pensiero plurimo

È passato esattamente un mese dalle stragi di Parigi. A seguito di quel venerdì scioccante che ha messo l’Europa di fronte alla “minaccia jihadista”, su Pensiero Plurimo abbiamo deciso di dedicare un mese allo “Stato d’eccezione” legato alla crisi, cioè quello stato di sospensione dell’ordinarietà indispensabile per superare degli shock.
Abbiamo aperto il tema con l’articolo “It’s the end of the world as we know it, and I feel fine“, dove l’autore ci provoca sul concetto di Crisi e ci dice che ormai i mezzi di informazione creano un tale stato di interconnessione da arrivare addirittura a percepire la gravità dei disastri che si consumano dall’altra parte del mondo, fino a farci sentire (eccessivamente) coinvolti in quello che sta accadendo. Il risultato (aggiungo io) sarebbe che radio, tv e social network sembrano chiamarsi mezzi di comunicazione di massa non solo perché parlano alla massa ma soprattutto perché quella massa…

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Venerdì 13 novembre 2015 (IV): “Voglio vedere l’islam moderato”

Una delle tante discussioni post-attentati è incentrata sulla distinzione tra islam moderato e islam "radicale" (vedi la voce: fondamentalista). Oltre alle già iper-diffuse accuse della più bassa e scontata lega che non ho intenzione di dissotterrare (vedi anche la voce: Lega con elle maiuscola), di recente ne ho vista resuscitare un'altra, già nata nel contesto … Leggi tutto Venerdì 13 novembre 2015 (IV): “Voglio vedere l’islam moderato”

Wallerand de Saint Just, la prego, “soyez sérieux”

Sono incappata in questo articolo del FattoQuotidiano, in cui il capolista per il Fn nella regione di Parigi si dissocia apertamente dalle retoriche islamofobe adottate da una "certa politica italiana". Ho trovato molto interessante questo passaggio dell'articolo e per questa ragione lo riporto qui: Il leader della Lega Nord ha detto che i pacifisti sono … Leggi tutto Wallerand de Saint Just, la prego, “soyez sérieux”

Venerdì 13 novembre 2015 (III): le 8 privazioni di libertà quotidiane

È vero, siamo una generazione cresciuta nella massima agiatezza. Lo capisci davvero quando il tuo mondo di opportunità viene bruscamente ridimensionato, accartocciato come un foglio di carta ficcato in fondo alla tasca di un cappotto. Le ore che sono seguite agli attentati del 13 novembre sono state ore di forte tensione e molti di noi … Leggi tutto Venerdì 13 novembre 2015 (III): le 8 privazioni di libertà quotidiane

Venerdì 13 novembre 2015 (II): il labirinto del Minotauro

Uno vorrebbe dire tutto, ma alla fine non riesce a dire niente. C’è talmente tanto di cui parlare che ti cascano i pensieri dalle mani, oggetti troppo grandi da trasportare. Altre volte invece non riesci a trattenere i pensieri semplicemente perché ti scivolano via, come granelli di sabbia sottili in mani che non sanno più … Leggi tutto Venerdì 13 novembre 2015 (II): il labirinto del Minotauro

Venerdì 13 novembre 2015 (I): l’ipocrisia politica

Sono stupita dal fatto che i sostenitori del FN possano dire che l'Eliseo approfitti della situazione per fare la "propria comunicazione". François Hollande ha dato una comunicazione istituzionale perché è il Presidente della Repubblica. È ridicolo inoltre che questa accusa provenga dal primo partito che ha sempre speculato sulla paura, sul nemico "dentro", sulla "quinta … Leggi tutto Venerdì 13 novembre 2015 (I): l’ipocrisia politica